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Inaugurata la restaurata chiesa di San Francesco

Capodistria è più ricca di una nuova sala polifunzionale e di rappresentanza.
La chiesa di San Francesco

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 “Il Convento, che trà Serafici è il più antico d’erettione in Giustinopoli — scrive il vescovo Paolo Naldini nella sua Corografia del 1700 — s’intitola di S.Francesco “...”prima del mille ducento sessanta drizzarono à questo Capo della Provincia il cuore, e il piede benignamente accolti si ricoverarono appresso d’una piccola Chiesa di ragione Episcopale, situata nel luoco detto Caprile; cioè in quella parte più alta, e piana della Città, ove ne’ tempi della sua desolatione solevano pascolarsi le Capre; dal che ella si denominò anco Capraria”.

Dal giorno della fondazione e fino all’editto napoleonico del 1806, la chiesa ed il convento di San Francesco divennero anche una sorta di Pantheon locale ospitando i sacelli e le arche di personaggi illustri e di non poche famiglie patrizie fra le quali si potevano annoverare Tarsia, Ingaldeo, Sereni, Sabini, Grisoni, Gravisi, del Bello, Manzini, Barbabianca, Belgramoni, Bonacorsi, de Giovanni, Carli, Vecelli, Vittori e Gavardo. Nel 1806, il governo franco-italico in esecuzione del decreto imperiale del 30 marzo di quell’anno sopprimeva con un tratto di penna la chiesa e il convento. Tutto il ricco inventario del convento e della chiesa andava disperso, preda delle pubbliche aste. Deprecabile la sparizione di una cassa di libri e di scritti, taluni rarissimi, che oggi farebbero la gioia, se non altro, dei bibliofili. Sparite anche le lapidi e le pietre tombali impietosamente adoperate come materiale edilizio di recupero o celate, sotto strati di intonaco.

Per molte future generazioni di scolari e di studenti San Francesco è stato, sia prima che dopo la seconda guerra mondiale, soltanto la palestra, un’ampia aula dal tetto altissimo corredata di spalliere e file di pertiche, di scale e corde, di parallele, cavalline, pedane e quant’altro serviva per gli esercizi ginnici.

Il Sindaco Boris PopovićIl Sindaco Boris PopovićOggi grazie ad un progetto del Comune Città di Capodistria con il concorso dei mezzi europei, l’antica chiesa di San Francesco è stata recuperata ed adibita a funzioni che più addicono alla sua storia, sala polifunzionale per concerti ed altre manifestazioni.

Con l’inaugurazione ufficiale di lunedì 15 settembre 2014 Capodistria si arricchisce di uno spazio ulteriore per svolgere con ancor maggiore incisività il ruolo culturale che in questi anni si è conquistata. In questa occasione il sindaco della città Boris Popović ha fatto un breve escursus su quanto è stato fatto in questi anni a Capodistria ma anche quanto rimane da fare nell’immediato per far sì che la città possa mantenere il passo con una società che cambia ormai in tempi rapidissimi.

Fra gli intervenuti alla cerimonia anche il vice-sindaco Alberto Scheriani che ha porto il saluto a nome della Comunità italiana che vive a Capodistria.
Capodistria è una città unica e inconfondibile - ha detto fra l’altro Scheriani - che nel corso degli anni e dei secoli ha saputo valorizzare tutte le sue caratteristiche architettoniche, e queste, nell’arco del tempo si sono sovrapposte ed evolute lasciando ciascuna un’impronta indelebile incisa nella città stessa.
La Capodistria di oggi certamente non è quella di soltanto alcuni decenni fa. Lo sviluppo industriale del passato ha cambiato inesorabilmente parte della sua immagine.Il vice-sindaco Alberto ScherianiIl vice-sindaco Alberto Scheriani
Campi coltivati hanno lasciato il posto a capannoni industriali e a centri commerciali, il porto si allarga e si prospettano nuovi posti di lavoro per i nostri giovani, e anche l’agricoltura si basa ormai su prodotti di nicchia, dimenticandone altri che comunque avevano portato benessere a tante famiglie della zona.
Per la comunità italiana è molto importante la cura che cerchiamo di dare tutti assieme alla nostra città. Una cura per il presente, ma anche una cura per il passato, valorizzando i personaggi illustri per cui Capodistria è conosciuta nel mondo, valorizzando la sua ricca storia e valorizzando anche la tanta cultura presente nella nostra città.

La cerimonia di inaugurazione della sala polifunzionale nell’ex chiesa di San Francesco d’Assisi è stata anche occasione per la consegna dei premi 15 maggio che la municipalità assegna ogni anno a persone e organizzazioni particolarmente meritevoli per la nostra città.

 

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