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SLOVENIA ANCORA SENZA GOVERNO

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Il mondo politico sloveno attende con impazienza l'avvio della seconda tornata di trattative per la composizione del nuovo governo. Lunedi sono scaduti i termini per il primo round, che ha dato fumata nera: nessuno dei due schieramenti politici, guidati da Janez Janša e Marjan Šarec hanno potuto garantirsi un numero sufficienti di appoggi- almeno 46- per essere eletti alla guida dell'esecutivo. Janša, leader del Partito democratico, vincitore relativo delle elezioni di giugno, ha dovuto rinunciare all'incarico di dare forma a un nuovo esecutivo, come gli era stato proposto dal Presidente della Repubblica, Borut Pahor. Quest'ultimo ha cosi comunicato alla Camera di stato di non aver, per il momento, alcun candidato da proporre. I deputati ne prenderanno atto venerdì, in seduta straordinaria e quindi scatteranno altre due settimane per le trattative tra le forze politiche. In questo frangente nessuno sa indicare come sarebbe possibile sbloccare la situazione di stallo. L'unica soluzione sarebbe veder entrare in una coalizione guidata da Janša almeno ancora almeno due schieramenti di centro- sinistra. Nessuno desidera lo scioglimento della Camera già in settembre per le elezioni anticipate e pertanto sono in molti a pronosticare che il candidato a premier sarà trovato durante il terzo giro di consultazioni, che dura soltanto 48 ore. Seguono da vicino, ma senza partecipare attivamente al dialogo, i deputati delle Comunità nazionali italiana, Felice Žiža e ungherese, Ferenc Horvath. “Restiamo fermi sulla comune posizione di non schierarci con alcun blocco politico, come comunicato al Capo dello stato nel nostro incontro” ci ha confermato il parlamentare italiano, dott. Žiža. Sono pertanto soltanto illazioni le voci circolate sul possibile voto di uno dei rappresentanti delle minoranze a Janša. “Nel momento in cui sarà stata individuata una solida coalizione, assieme al collega Horvath, saremo pronti ad appoggiare il prossimo esecutivo, previe consultazioni ovviamente, sul rispetto dei diritti minoritari da parte della nuova squadra di governo e sulla realizzazione di alcuni punti programmatici importanti per le minoranze” ha puntualizzato ancora Žiža.

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